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Introduzione ai
Santuari e percorsi devoti in Capitanata

Sono oltre 1500 anni che qui i pellegrini sono di casa e le nostre contrade risuonano del canto della loro fede, delle loro povertà e delle loro speranze. Si rinnova di anno in anno il miracolo di un andare che è grazia e benedizione.

Alle figure dolenti dei pellegrini antichi, stanchi, impolverati, arsi dal sole, con i piedi sanguinanti, seguono i moderni pellegrini motorizzati, forse più fisicamente riposati e soddisfatti, ma ugualmente animati dal perenne desiderio del ritorno alla Casa del Padre.

Chi viene in Capitanata, scopre che i pellegrinaggi non sono affatto una pratica definitivamente consegnata al passato. Nota, anzi, che sono in netta crescita. Negli ultimi cinquanta anni, infatti, ai tradizionali santuari garganici di San Michele a Monte Sant'Angelo e di San Matteo e Santa Maria di Stignano a San Marco in Lamis si è aggiunto quello di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo che custodisce la tomba del servo di Dio P. Pio da Pietrelcina. Il movimento devoto alimentato soprattutto dai Gruppi di Preghiera di P. Pio ha rilanciato su scena mondiale la fisionomia spirituale del Gargano come terra di santuari.

 

  •  Centralità del Gargano

    E così il Gargano che nel Medioevo era uno dei massimi centri di aggregazione religiosa per via della Grotta dell'Arcangelo San Michele, ai nostri giorni ha ripreso questa sua antica funzione di grande santuario della cristianità per merito di P. Pio.

    Anche oggi il Gargano è l'elemento che dà unità spirituale e storica a tutta la complessa geografia religiosa della Capitanata. I percorsi religiosi convergono verso i santuari montani e da questi si diramano verso gli altri centri religiosi costituendo un complesso spirituale organicamente strutturato.

    La centralità del Gargano nel paesaggio religioso della Capitanata è un fatto attestato fin da epoche precristiane. Strabone e Licofrone parlano dei due santuari dedicati a Calcante e a Podalirio; recentissime scoperte archeologiche hanno messo in luce a Vieste un santuario dedicato a Venere Sosandra, ubicato in una grotta naturale, attivo dal III secolo a. C. alla tarda età romana. La grotta è tappezzata di ringraziamenti di naviganti alla dea per averli salvati dal naufragio. A Manfredonia è stato scoperto un interessante santuario nella Grotta Scaloria con tracce di culti della Dea Madre e delle acque.

    Non credo si vada molto lontano dalla realtà affermando che il Gargano ha la naturale vocazione ad essere un santuario. Con la sua mole apparentemente inaccessibile e solitaria offre alcuni importanti elementi naturalistici ricorrenti nella storia delle religioni: la montagna, solitaria fra pianura e mare, si perde nel cielo; su di essa la divinità poggia il suo piede e fa sentire la sua voce. La montagna, poi, è la roccia salda, punto di riferimento del viandante, che dà sicurezza ai naviganti e li accoglie nel seno delle sue grotte con atto di immensa pietà. Marcello Cavaglieri nel suo Pellegrino al Gargano, con seicentesco ardimento, afferma che la montagna stessa, nella sua lunga storia, si è adattata a questa funzione costringendo le sue rocce a ricovero della religione “Dico bene, che contemplando un grandissimo sasso in giro a modo appunto di Chiostro naturalmene formato, mi pare di poter dire che la natura contribuisse le più dure viscere in ricovero della Religione, allorché, per non essere mondana, fuggendo a tutta carriera il Mondo, elesse per asilo il Gargano

     

  • Il Gargano e la Puglia Piana nella storia dei pellegrinaggi pugliesi

    Per meglio comprendere il complesso dei santuari della Capitanata, i loro meccanismi interni, le relazioni intercorrenti fra l'uno e l'altro, i pellegrinaggi, come anche la specificità dei singoli santuari è necessario identificare alcuni elementi fondamentali della storia religiosa, sociale ed economica della regione.

     

    Prima di tutto è necessario operare una distinzione temporale.

    Nell'ambito dell'acquisita centralità del Gargano qualsiasi riflessione sui santuari della Capitanata deve tener conto di due periodi.

    Il primo va dalla fine del sec. V all'inizio della seconda metà del sec. XX; in questo periodo il centro spirituale più importante è la Grotta di San Michele a Monte Sant'Angelo.

    L'altro periodo è costituito dagli ultimi 50 anni, dominato dal fenomeno di P. Pio da Pietrelcina. Questo tempo è caratterizzato dai mutamenti epocali dei comportamenti, dal tramonto della civiltà contadina, dall'urbanizzazione, dall'evoluzione dei trasporti, dai profondi cambiamenti avvenuti a livello di comunicazione religiosa e quant'altro è intervenuto per favorire la rapida trasformazione di un costume religioso che sembrava consolidato nei secoli.

    Per quanto riguarda il primo periodo, vediamo come la Capitanata risulta unificata religiosamente intorno al Gargano e al suo maggiore centro religioso di Monte Sant'Angelo mediante una serie di percorsi tracciati dalla storia civile e religiosa.


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