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| S.S.
89 (km 142) Sperlonga Stingo Parco Orefice S.S.89
(km 129+500) |
Accessi:
S.S.89.
Cartografia di riferimento:
Carta I.G.M.I 1:25.000 - Foglio
157 III SO, Monte S. Angelo; Foglio 157 III NO,
Foresta Umbra. Carta I.G.M.I 1:50.000 - Foglio
398, Mattinata.
Percorso agevole che
si può compiere anche mezzi fuoristrada e che
si svolge tutto allo scoperto. Ampia veduta panoramica
sulla costa e la fertile piana di Mattinata, sovrastata
dall'omonimo abitato. Sono possibili varianti
ed il raccordo con l'itinerario n.11 che conduce
a Monte Sacro, nonchè la traversata della Valle
della Vecchia (vedi itinerario n.12 bis). Nessuna
possibilità di rifornirsi di acqua lungo il percorso. |
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Descrizione
del percorso
Descrizione
del paesaggio e degli aspetti naturalistici
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IL
PERCORSO
Dal paese di Mattinata prendere
la statale 89 verso Vieste e dopo circa 4 km,
all'altezza del km 142 (fermata autobus), a
sinistra una ripida strada asfaltata costituisce
l'inizio dell'itinerario, segnalato da un cartello
indicatore giallo recante la scritta Stinco
- Monte Sacro.
Proseguire sempre su strada asfaltata e trascurare
una deviazione a sinistra situata all'altezza
di un pilone dell'elettrodotto che conduce alla
maleodorante discarica di rifiuti del Comune
di Mattinata.
Si continua trascurando diverse deviazioni che
conducono alle varie masserie e casolari, fino
ad imboccare, a destra, una strada bianca che
aggira rapidamente la pendice Nord-Est di Monte
Sacro e lungo la quale troviamo le indicazioni
del sentiero che risale alla sua sommità. Qui
si ritrovano i resti dell'Abbazia della S.S.
Trinità (vedi itinerario n.11) [anche se si
prosegue per la strada asfaltata, percorsi circa
300 m, si giunge in uno spiazzo da cui ha inizio
il sentiero, indicato da un cartello giallo,
che conduce alla sommità di Monte Sacro].
Dopo una ripida discesa si attraversa un piccolo
ponte che segna il punto d'ingresso nella Valle
della Vecchia.
Più avanti, dopo una "piscina", ad un incroco
si svolta a destra su strada asfaltata fino
a giungere al Km 129+500 della statale, ove
è posto il cartello indicatore Tagliata-Sacro.
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IL
PAESAGGIO
Si risale lasciandosi alle spalle
il tratto costiero della Valle della Vecchia e
la Valle Ripe Rosse (Lungo la strada litoranea
il costone roccioso di questa valle risulta fortemente
colorato dagli ossidi di ferro e ricoperto da
grossi cespugli di Euphorbia dendroides.)
e ben presto si ha una vista panoramica su Mattinata
che, dall'alto del piccolo rilievo su cui è posta,
sovrasta l'omonima piana ricoperta da oliveti
secolari disposti secondo geometrie regolari.
La coltivazione dell'olivo si spinge dalla costa
verso l'interno, interessando le pendici meno
acclivi sistemate a "terrazzi". Su quelli esposti
a Nord, all'olivo sono spesso consociati il mandorlo
e, sparse qua e là, grosse piante di carrubo.
Nella parte più alta dei rilievi gli oliveti manifestano
chiari segni di abbandono, mentre nei poggi più
riparati e soleggiati persiste ancora la coltivazione
del fico d'India.
Una fittissima rete di strade aperte di recente,
segna di pari passo la realizzazione di diversi
insediamenti sparsi, utilizzati come residenze
estive. Lembi di vegetazione forestale si rinvengono
nei punti più impervi e nelle profonde incisioni
prodotte dall'erosione, dove l'attività agricola
ha trovato un ostacolo insormontabile dovuto alla
morfologia molto accidentata. Ciò non ha rappresentato,
invece, un limite lungo la dorsale che da Monte
S. Angelo (visibile sullo sfondo verso l'interno)
digrada verso Mattinata fino al Monte Saraceno.
L'attività antropica si è concretizzata con il
dissodamento, il taglio delle piante e gli incendi,
che hanno ridotto sensibilmente la superficie
forestale.
Lungo l'itinerario può notarsi un fitto sentieramento
prodotto dalle capre e la presenza diffusa di
ginepro comune nella macchia rada di sclerofille
sempreverdi.
Superata la discarica di rifiuti, diviene consistente
la lecceta che manifesta chiari segni di ripresa
e si infittisce sulle zone sommitali di Monte
Sacro. Si nota inoltre un progressivo alleggerimento
della pressione antropica, anche se attualmente
il fattore che più di ogni altro può far regredire
la ripresa della vegetazione forestale, è rappresentato
dagli incendi boschivi. Infatti, cessata da molto
tempo la "fame di terra" che aveva portato alla
coltivazione di gran parte dell'altopiano di Stingo,
oggi con l'abbandono dei coltivi questo ha assunto
una fisionomia di pascolo alberato, con presenza
di lembi sparsi di cerreta degradata. Nei terreni
più fertili la felce non lascia spazio ad altri
tipi di vegetazione (nel periodo estivo in questo
territorio sono particolarmante abbondanti alcune
specie di averle).
Uno degli elementi più caratteristici del "paesaggio
della pietra" è la presenza di una fitta rete
di muretti a secco, segno di un'eccessiva parcellizzazione
della proprietà.
Risalendo a mezza costa la pendice di Monte Sacro,
si può ammirare il magnifico panorama rupestre
del Vallone della Vecchia e sullo sfondo la spiaggia
di Mattinata.
Risalendo verso Monte Civita, in prossimità di
un cerro isolato, in fondo a destra si possono
osservare l'abitato di Cagnano Varano e il lago.
Raggiunta la cresta si prosegue al margine di
un querceto caducifolgio, costituito da cerro,
farnetto e roverella. Si tratta della fasciamarginale
del Bosco di Ischitella attarversato dall'itinerario
n.4. A sinistra si ha un'ampia veduta della valle
del Torrente Romandato e delle pendici che degradano
dalla dorsale congiungente Ischitella con Vico.
Sulla costa è visibile anche l'abitato di Rodi
Garganico.
Si entra poi in un bosco simile a quello attraversato
in precedenza, ma più denso e variegato dato che
la sua mescolanza viene arrichita dalla presenza
di acero opalo, acero di monte e ciavardello nel
piano inferiore.
Ritornati nuovamente allo scoperto e fino a Vico,
nel paesaggio si ritrovano i segni dell'attività
umana: dal pascolo agli oliveti sulle pendici,
ai frutteti con un'interessante presenza di castagni
da frutto innestati nel tratto di fondovalle più
fertile e riparato. Alla progressiva contrazione
della copertura forestale si cerca di sopperire
con iniziative più o meno recenti di rimboschimento
come può notarsi sotto l'abitato di Vico.
Da questo centro i pastori si recano giornalmente
con i loro armenti, prevalentemente capre, nelle
contrade limitrofe facendo poi ritorno in paese
la sera, il tutto scandito da ritmi regolati dall'avvicendarsi
delle stagioni. |
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